Due auto in sosta per la ricarica
COLONNINE DI RICARICA ELETTRICA: ci sono documenti da presentare per installarle a casa o in azienda?

Perché decidiamo di parlare di questo tema? Semplice! È una questione prima di tutto sociale, ma diventerà anche di rilevanza numerica. La mobilità sostenibile, in cui rientrano tutti i mezzi elettrici, è un tema sociale ormai di primaria importanza ed è giusto contribuire con le proprie conoscenze ad accrescere la consapevolezza popolare. E i numeri ci dicono che parlarne diventa anche un dovere: nel 2019 c’è stato un aumento del 70,10% di nuove immatricolazioni auto rispetto al 2018 (fonte Politecnico di Milano ed elaborazioni MOTUS-E).Immatricolazioni 2019 Auto Elettriche

mobilità sostenibile = capacità di soddisfare i bisogni di trasporto della società senza sacrificare altri valori umani ed ecologici essenziali oggi e in futuro

Per cui l’esigenza di ricaricare un mezzo elettrico ben presto diventerà un bisogno di molti. Questa novità offre un’opportunità a tutti, aziende in primis, per farsi trovare pronti di fronte alla crescente domanda di punti di ricarica per clienti o liberi privati. Si pensi ad attività quali negozi con parcheggi, hotel, B&B, ristoranti e pizzerie, autofficine e carrozzerie, centri estetici, stabilimenti balneari, ecc. Insomma tutte quelle attività dove trascorriamo del tempo. Tempo che può essere utilizzato per ricaricare il veicolo elettrico. Un po’ quello che facciamo con il nostro smartphone. E che dire della comodità di poter ricaricare l’auto a casa senza doversi recare presso i distributori? Lo abbiamo desiderato da sempre.

Cosa si intende per colonnina (o stazione) di ricarica?

“Colonnina di ricarica” è l’espressione maggiormente utilizzata e indicizzata dai motori di ricerca. In realtà, è bene definire il punto di fornitura elettrica per le ricariche secondo quello che dice la normativa, il D.Lgs 16 dicembre 2016 n.257.

DEFINIZIONI

«INFRASTRUTTURA DI RICARICA PER VEICOLI ALIMENTATI AD ENERGIA ELETTRICA»: un’infrastruttura elettrica, incluso il punto di ricarica, che per la sua realizzazione richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica o una modifica della connessione esistente;

«PUNTO DI RICARICA»: un’interfaccia in grado di caricare un veicolo elettrico alla volta o sostituire la batteria di un veicolo elettrico alla volta.

INFRASTRUTTURA DI RICARICA = impianto tecnologico posizionato, tramite un apposito cavo, in uno spazio adibito ad uso parcheggio di uno o due automezzi collegati

Auto elettrica in ricarica

Un punto di ricarica può essere di potenza standard o di potenza elevata.
Si definisce standard un punto di ricarica, che consente il trasferimento di elettricita’ a un veicolo elettrico di potenza pari o inferiore a 22 kW, esclusi i dispositivi di potenza pari o inferiore a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni private o il cui scopo principale non e’ ricaricare veicoli elettrici, e che non sono accessibili al pubblico.
Il punto di ricarica di potenza standard e’ dettagliato nelle seguenti tipologie:

  1. lenta = pari o inferiore a 7,4 kW;
  2. accelerata = superiore a 7,4 kW e pari o inferiore a 22 kW.

Un punto di ricarica di potenza elevata consente, invece, il trasferimento di elettricita’ a un veicolo elettrico di potenza superiore a 22 kW. Il punto di ricarica di potenza elevata e’ dettagliato nelle seguenti tipologie:

  1. veloce: superiore a 22 kW e pari o inferiore a 50 kW;
  2. ultra-veloce: superiore a 50 kW.

Il punto di ricarica in qualsiasi forma esso sia può essere pubblico o privato. Anche in questo caso la normativa specifica le differenze.

Un punto di ricarica o di rifornimento accessibile al pubblico: un punto di ricarica o di rifornimento per la fornitura di combustibile alternativo che garantisce un accesso non discriminatorio a tutti gli utenti. L’accesso non discriminatorio puo’ comprendere condizioni diverse di autenticazione, uso e pagamento. A tal fine, si considera punto di ricarica aperto al pubblico:

  1. un punto di ricarica la cui area di stazionamento e’ accessibile al pubblico, anche mediante autorizzazione e pagamento di un diritto di accesso;
  2. un punto di ricarica collegato a un sistema di autovetture condivise e accessibile a terzi, anche a seguito del pagamento del servizio di ricarica.

Un punto di ricarica non accessibile al pubblico:

  1. installato in un edificio residenziale privato o in una pertinenza di un edificio residenziale privato, riservato esclusivamente ai residenti;
  2. destinato esclusivamente alla ricarica di veicoli in servizio all’interno di una stessa entita’, installato all’interno di una recinzione dipendente da tale entità;
  3. installato in un’officina di manutenzione o di riparazione, non accessibile al pubblico.

Ci sono documenti da preparare e presentare?

ATTIVITÀ LIBERA

Il decreto (D.Lgs 257/2016) stabilisce che la realizzazione di punti di ricarica in immobili e aree private anche aperte ad uso pubblico resta attività libera non soggetta ad autorizzazione nè a segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) se sono rispettati i seguenti requisiti e condizioni:

  1. il punto di ricarica non richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica né una modifica della connessione esistente;
  2. il punto di ricarica è conforme ai vigenti standard tecnici e di sicurezza;
  3. l’installazione del punto di ricarica è effettuata da un soggetto abilitato e nel rispetto delle norme di sicurezza elettriche;
  4. l’installatore deve rilasciare un certificato di conformità dell’impianto e del suo funzionamento alle norme di sicurezza elettrica.

Qualora l’infrastruttura di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica ricada in aree sottoposte a vincoli, dovrà essere prodotta la documentazione richiesta dalla normativa nazionale, regionale e/o locale speciale vigente (es.: autorizzazione paesaggistica – ambientale, ordinaria o semplificata, ecc.).

ATTIVITÀ SOGGETTA A SEGNALAZIONE

In tutti i casi non ricadenti nei punti sopra citati, è necessario presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio di Attività) o CILA e una documentazione a corredo così come stabilito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il Decreto 3 agosto 2017:

  • il documento di inquadramento del progetto, che contiene:
    • la descrizione del progetto (progetto comunitario, progetto nazionale, investimento privato, ecc.);
    • il numero delle infrastrutture di ricarica previste dal progetto;
    • le motivazioni sottese alla scelta delle localizzazioni proposte;
    • l’indicazione dei costi complessivi suddivisi per la parte di investimento e per le parti di gestione e manutenzione successive;
    • l’indicazione del soggetto che provvederà della gestione e manutenzione delle infrastrutture di ricarica;
    • le modalità e le attività di informazione e comunicazione previste;
  • il progetto tecnico (per ogni infrastruttura di ricarica), comprensivo di:
    • inquadramento territoriale ed estratti dei principali strumenti urbanistici vigenti;
    • documentazione fotografica ante operam;
    • particolari costruttivi/installativi;
    • ante e post operam;
    • segnaletica orizzontale e verticale;
    • cronoprogramma inclusivo di indicazione dei tempi di fine lavori, operatività dell’infrastruttura di ricarica sia in termini tecnici (funzionalità) che di regolamentazione dell’area che ospita l’infrastruttura e lo/gli stalli di sosta riservati alla ricarica così come previsto dall’art. 17, comma 1 del D.Lgs. 257 del 16 dicembre 2016;
  • la relazione sulle caratteristiche tecniche dell’infrastruttura di ricarica, che deve contenere almeno le dimensioni, i colori, l’interfaccia con l’utente, gli standard delle prese (di cui allegato del D.Lgs. 257/2016), le modalità di accesso e pagamento, eventuale upgradabilità del software del sistema di gestione, smaltimento delle apparecchiature a fine vita. I punti di ricarica realizzati in aree pubbliche o private aperte ad uso pubblico devono assicurare l’interoperabilità tra i sistemi di ricarica;
  • la copia della richiesta di connessione alla rete di distribuzione elettrica o di modifica della connessione esistente, ai sensi della regolazione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (in particolare, allegato A alla deliberazione 646/2015/R/eel e allegato C alla deliberazione 654/2015/R/eel).
ACCATASTAMENTO

Oltre a ciò, in relazione all’infrastruttura di ricarica bisogna tener conto che l’area dove sostano gli autoveicoli è di fatto e di diritto un parcheggio e in quanto tale deve sottostare alle norme che regolano l’obbligo di censire nell’archivio pubblico denominato Nuovo Catasto Edilizio Urbano. Per cui andrà fatto un aggiornamento del catasto o nuovo accatastamento ricordando che un’infrastruttura di ricarica, nelle sue diverse parti essenziali – stalli, caricatori, cabina elettrica e trasformatori – non può essere composto da unità immobiliari che hanno una rendita catastale pari a zero.

E non finisce qui!

REGISTRAZIONE AL SINFI

Quando la “colonnina di ricarica” è al servizio del pubblico, deve essere raggiungibile anche digitalmente. È un oggetto dotato di elettricità e di connettività di rete ed è in grado di diventare un punto di connessione della rete 5G. Ciò comporta l’osservanza di un obbligo relativo alla registrazione di questa infrastruttura in un pubblico registro denominato SINFI, Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture, anche detto Catasto delle Infrastrutture. Chi si occupa della progettazione dell’infrastruttura di ricarica e della sua realizzazione dovrà tener conto della relativa norma (Decreto 11 maggio 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico).

SINFI
AUTORIZZAZIONE AI VIGILI DEL FUOCO

Esistono anche autorizzazioni da chiedere al comando dei VV.F (Vigili del fuoco)? Secondo uno studio di tecnici dei VV.F., ricercatori, rappresentanti del CEI e produttori di auto, i veicoli elettrici non presentano un livello di rischio di incendio maggiore rispetto ai veicoli tradizionali. Pertanto, con l’obiettivo di favorire la mobilità elettrica e sostenibile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ha emanato le “Linee guida per l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici”. In questo regolamento viene espressamento detto che le colonnine di ricarica non rientrano fra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (D.P.R. n. 151 del 1 agosto 2011).

Invece, se l’infrastruttura di ricarica viene installata in un’attività soggetta a controllo dei VV.F., si presentano due casi:

  • vengono rispettate le indicazioni riportate nelle “Linee guida” e di conseguenza si può considerare l’installazione dell’infrastruttura di ricarica non rilevante ai fini della sicurezza antincendio, mantenendo comunque l’obbligo di presentare e conservare la documentazione relativa;
  • l’installazione non è realizzata secondo quanto previsto dal documento dei VV.F. e sarà quindi da considerare come una modifica rilevante ai fini della sicurezza antincendio con tutte le implicazioni di valutazione del rischio che comporta.

Facciamo chiarezza!

Alla luce di tutto quello che abbiamo letto finora potrebbe non essere facile capire come agire nel proprio caso specifico. Per cui elenchiamo in breve cosa fare caso per caso.

Wall Box
UTENTE PRIVATO PER USO PRIVATO IN PROPRIETÀ INDIPENDENTE

Esempio: si vuole installare un wallbox nel garage o nel posto auto esterno per ricaricare la propria auto elettrica.

UTENTE PRIVATO PER USO PUBBLICO IN PROPRIETÀ INDIPENDENTE

Esempio: si vuole installare una stazione di ricarica (colonnina) su un proprio terreno ad uso pubblico.

UTENTE PRIVATO PER USO PRIVATO (O CONDIVISO CON PRIVATI) IN PROPRIETÀ CONDOMINIALE
  1. Il condòmino ha un box privato con una fornitura elettrica privata:
  2. Sarà sufficiente inoltrare una comunicazione all’amministratore. Egli prenderà atto della decisione e richiederà documentazione attestante la sicurezza elettrica della nuova installazione (Dichiarazioni di conformità impianto elettrico, Certificazioni della stazione di ricarica).

  3. Il condòmino ha un box o area privata ma necessita di collegarsi alla fornitura condominiale:
    In questo caso si dovrà inoltrare una comunicazione scritta all’amministratore di condominio che ha il compito di incaricare un tecnico per le verifiche che tale modifica comporti o meno variazioni impiantistiche e/o sicurezza. L’amministratore stabilirà l’ammontare/quota delle spese relative agli aggiornamenti/adeguamenti impiantistici (es. adeguamento CPI certificato di prevenzione incendi o adeguamenti potenza contatore, ecc). Sulla diramazione della linea elettrica privata sarà installato un contatore di misurazione del consumo di energia il cui costo sarà addebitato al singolo privato.
  4. Il condòmino NON ha un box o area privata e necessita di spazio e di collegamento alla fornitura condominiale:
    Se non si dispone di un box o area privata si può installare il punto di ricarica nell’area comune/condominiale (cortile). In questo caso si deve presentare formale domanda scritta all’amministratore che deve essere corredata da un progetto dettagliato anche nella fase esecutiva e si dovrà attendere l’autorizzazione dell’assemblea di condominio.
    L’uso del punto di ricarica sarà in ogni caso sempre in via esclusiva per il/i condòmini. Non potrà essere reso come servizio pubblico!
    Per tutti e 3 i casi appena considerati possono esserci le seguenti 2 opzioni:

    PRECISAZIONI PER I CONDOMINI

    E se i condòmini sono contrari o non si esprimono?

    Nel caso di approvazione con maggioranza semplice, chi è contrario all’installazione delle colonnine per la ricarica di auto elettriche in uno spazio comune dell’edificio è esentato dall’obbligo di contribuire alle spese. Tuttavia potrà sempre cambiare idea, e pagare in maniera retroattiva quanto dovuto, se in futuro deciderà di acquistare un’auto elettrica e la vorrà ricaricare comodamente da casa.

    A seguito della richiesta di un condòmino o di un gruppo, nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, tali deliberazioni, l’interessato può comunque installare le infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli. In questo caso dovrà farsi carico interamente delle spese di installazione e manutenzione e assicurarsi che l’intervento non rechi danni alle parti comuni e non sia d’intralcio all’accessibilità (Restano valide le norme del codice civile).

    Ci sono regole nel caso il condominio è di nuova costruzione o è oggetto di ristrutturazione?

    La normativa vigente (Decreto Sviluppo DL 83/2012, DPR 380/2001, D.Lgs 257/2016), prevede l’obbligo di predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto.
    Tale disposizione trova applicazione negli edifici residenziali:

    • nuova costruzione con almeno 10 unità abitative per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% (per cento) di quelli totali;
    • oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia “di primo livello” in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso, che può essere:
    • Ristrutturazione edilizia “pesante” (interventi che portano alla modifica ai parametri edilizi della volumetria e superficie complessiva, del prospetto, della sagoma, ecc., e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo).
    • Ristrutturazione edilizia “leggera” (interventi che NON portano alla modifica ai parametri edilizi della volumetria e superficie complessiva, del prospetto, ecc., e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo).

In questo casi è ovvio che si procederà con l’iter completo previsto per l’ATTIVITÀ SOGGETTA A SEGNALAZIONE, ovvero con la presentazione di Permesso di Costruire/SCIA super/SCIA (a seconda dei casi), la Documentazione del progetto, l’osservanza delle Linee Guida per la prevenzioni incendi ove necessario.

AZIENDA O PERSONA GIURIDICA PER USO PRIVATO IN VIA ESCLUSIVA

Esempio: un’attività desidera installare dei punti di ricarica per i propri dipendenti nell’area parcheggio.

Laddove l’attività ricade in una di quelle soggette a controllo dei VV.F (Vigili del Fuoco), si dovranno seguire le indicazioni previste dalla Linee Guida per la prevenzioni incendi.

AZIENDA O PERSONA GIURIDICA PER USO PUBBLICO

Esempio: un’attività commerciale vuole mettere a disposizione della clientela una stazione di ricarica (colonnina) nel proprio parcheggio pubblico.

  • se esiste già una fornitura elettrica e non viene fatta una modifica alla connessione, è semplice ATTIVITÀ LIBERA. Tuttavia l’infrastruttura di ricarica andrà registrata al Nuovo Catasto Edilizio Urbano e al SINFI
  • in caso di nuova fornitura elettrica o modifica alla connessione esistente, è un’ATTIVITÀ SOGGETTA A SEGNALAZIONE
  • Laddove l’attività ricade in una di quelle soggette a controllo dei VV.F (Vigili del Fuoco), si dovranno seguire le indicazioni previste dalla Linee Guida per la prevenzioni incendi.

    PRECISAZIONI PER GLI EDIFICI NON RESIDENZIALI

    Come per gli edifici residenziali, la normativa vigente (Decreto Sviluppo DL 83/2012, DPR 380/2001, D.Lgs 257/2016), prevede nei seguenti casi l’obbligo di predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto:

    • edifici NON residenziali di nuova costruzione con superficie utile superiore a 500 metri quadrati;
    • edifici NON residenziali oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia “di primo livello” in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso, che può essere:
      • Ristrutturazione edilizia “pesante” (interventi che portano alla modifica ai parametri edilizi della volumetria e superficie complessiva, del prospetto, della sagoma, ecc., e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo). [In questo caso sarà richiesta l’applicazione dell’iter completo previsto per l’ATTIVITÀ SOGGETTA A SEGNALAZIONE].
      • Ristrutturazione edilizia “leggera” (interventi che NON portano alla modifica ai parametri edilizi della volumetria e superficie complessiva, del prospetto, ecc., e che interessano più del 50% della superficie disperdente esterna e l’eventuale rifacimento dell’impianto termico invernale e/o estivo).

    In questo casi è ovvio che si procederà con l’iter completo previsto per l’ATTIVITÀ SOGGETTA A SEGNALAZIONE, ovvero con la presentazione di Permesso di Costruire/SCIA super/SCIA (a seconda dei casi), la Documentazione del progetto, l’osservanza delle Linee Guida per la prevenzioni incendi ove necessario.

FAQ – Domande frequenti

In questo campo i dubbi e le relative domande sono molteplici. Non ci occuperemo di tutte quei quesiti che riguardano i veicoli, i tempi e le modalità di ricarica, i costi; ci sono fonti (siti web, youtuber, enti e professionisti) specializzati che trattano questi argomenti in modo più preciso ed esaustivo. Riportiamo le prime domande che noi stessi ci siamo fatti.

Nei requisiti per l’attività libera si legge di modifica alla connessione“: cosa si intende?

Nel caso si chieda un aumento di potenza al Gestore dell’energia, ad esempio da 3,7 kW a 6 kW, si tratta di “modifica alla connessione“? Si dovrebbe pertanto produrre tutta la documentazione necessaria per un’installazione segnalata?
NO! Un aumento di potenza è una modifica contrattuale, quindi non è considerata una modifica del punto di connessione alla Rete.
Con “modifica del punto di connessione” si intende la sostituzione di un contatore. Ad esempio:

  • se da una fornitura di 3 kW si vuole passare ad una di 6 kW, il contatore rimane sempre lo stesso e da remoto aumentano la potenza massima prelevabile; questa non è una modifica della connessione.
  • se da una fornitura di 3 kW e vuole passare ad una di 15 kW, verrà sostituito il contatore con un nuovo contatore trifase; questa è una modifica della connessione esistente.

Modifica alla connessione = spostamento o sostituzione del contatore

In base a quali parametri va scelta la colonnina (o stazione) di ricarica?

DIPENDE! Tra i fattori che influenzano la scelta ci sono sicuramente:

  • la potenza massima (kW) accettata dal caricabatterie interno al veicolo;
  • i tempi medi di ricarica che si vogliono e/o possono ottenere;
  • il numero di veicoli da ricaricare e l’eventuale condivisione del punto di ricarica;
  • spazi e ingombri per un corretto transito e stazionamento del veicolo;
  • budget economico a disposizione.

Per una scelta che risulti efficace, vanno fatte le dovute considerazioni. In altre parole, c’è la necessità di progettare l’infrastruttura di ricarica piuttosto che affidarsi all’improvvisazione. La scelta fatta oggi può accompagnarci per molti, moltissimi anni.

C’è la possibilità di ricevere incentivi, bonus o altri ammortamenti per una nuova installazione?

SI! Bonus per imprese e privati: l’agevolazione consiste nel riconoscimento di una detrazione d’imposta pari al 50 % delle spese sostenute (con un tetto massimo fiscale di 3.000 euro da ripartire in dieci quote annuali di pari importo) dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relativamente all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica, ivi inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW. Attenzione: le infrastrutture di ricarica devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico. La detrazione si applica anche alle spese documentate rimaste a carico del contribuente, per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica sulle parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile.
Nel caso l’impianto di ricarica sia destinato ad un uso pubblico, è prevista la possibilità che la rete di ricarica sia cofinanziata attraverso i fondi stanziati nell’ambito del Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei Veicoli Elettrici (PNIRE). I fondi sono suddivisi per Regione, determinati sulla base dei programmi presentati da ciascuna Amministrazione. Rientrano nel finanziamento:

  • la redazione del programma della mobilità elettrica;
  • la progettazione dei siti di ricarica;
  • l’acquisto e l’installazione degli impianti (comprese le opere necessarie alla messa in opera) a condizione che questa voce rappresenti almeno il 70% dell’importo complessivo;
  • la campagna di comunicazione mirata ad informare l’utenza sul servizio.

Un commercialista potrà di sicuro offrire maggiori indicazioni e linee guida operative per l’ottenimento degli incentivi previsti.

Bisogna sempre cambiare la destinazione d’uso di suolo privato a uso pubblico?

NO! Si potrebbe erroneamente pensare che vada variata la destinazione d’uso con la motivazione che si tratta di un distributore di carburante. La Direttiva DAFI chiarisce infatti che la colonnina non è un distributore! L’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici non è assimilabile ad un impianto di carburante, per ingombri, occupazione, sicurezza, trattamento esausti – rischi ambientali, ecc. Dal momento che l’elettricità non è un carburante, appare anche non necessaria l’applicazione di misure di sicurezza relative ai distributori di combustibile. Qualora collocata in aree aperte, l’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici non è soggetta a rischio di incendi, pertanto non richiede l’asseverazione necessaria per i distributori. Il cambio di destinazione d’uso non è dunque necessario per le infrastrutture su spazi aperti e pubblici. Per esempio parcheggi di centri commerciali, resort, alberghi, ristoranti, autorimesse e concessionari auto.

Distribuzione geografica dei punti di ricarica in Italia

Osservazioni finali

Una mobilità più sostenibile comporta benefici in termini di sviluppo del territorio, ambiente, salute, società ed economia. Gli interventi a favore della mobilità sostenibile possono innescare un percorso virtuoso che accresca l’offerta di servizi integrati per lo spostamento di persone e merci, riducendo i problemi di inquinamento atmosferico, di rumore, di congestione e di incidentalità, recuperando la fruibilità degli spazi pubblici e il patrimonio storico ed architettonico del Paese. Credete che si stia andando in questa direzione? InBuilding si!

Se avete un’attività commerciale, potete sfruttare la possibilità di attrarre e fidelizzare nuovi clienti, migliorare e innovare la vostra proposta, aumentare la vostra competitività. Potete inoltre costruire un’immagine positiva e sostenibile del vostro brand, e posizionarvi come azienda particolarmente innovativa.

InBuilding sarebbe felice di potervi assistere nella valutazione e nella progettazione della vostra colonnina di ricarica o per meglio dire a questo punto dell’articolo, della vostra infrastruttura di ricarica!

Che voi siate un privato o un’attività, visitate la sezione CONTATTI di questo sito o veniteci a trovare direttamente in sede per chiedere maggiori informazioni.

Distribuzione dei punti di ricarica in Europa

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